LA SALVEZZA DEL MONDO DIPENDE DA ME

E così troviamo la nostra pace. Accetteremo la funzione che Dio ci ha dato, perché tutte le illusioni si basano sulla bizzarra convinzione che noi possiamo farne un’altra per noi stessi. I ruoli che ci siamo attribuiti da soli sono mutevoli, e sembrano cambiare dal lutto alla beatitudine estatica dell’amore e dell’amare. Possiamo ridere o piangere, e salutare il giorno con un benvenuto o con le lacrime. Il nostro stesso essere sembra mutare mentre attraversiamo mille cambiamenti di umore, e le nostre emozioni ci elevano veramente in alto, o ci precipitano a terra nella disperazione.

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LEZIONE 186
La salvezza del mondo dipende da me.

Ecco l’affermazione che un giorno eliminerà da ogni mente ogni forma di arroganza. Ecco il pensiero della vera umiltà, che non considera alcuna funzione come tua se non quella che ti è stata data. Esso offre la tua accettazione della parte a te assegnata, senza insistere su un altro ruolo. Non giudica se questo ruolo è quello giusto per te. Riconosce semplicemente che la Volontà di Dio è fatta così in terra come in Cielo. Unisce tutte le volontà sulla terra nel piano del Cielo per salvare il mondo, restituendolo alla pace del Cielo.
Non contrastiamo la nostra funzione. Non l’abbiamo stabilita noi. Non è un’idea nostra. Ci sono dati i mezzi attraverso i quali essa verrà realizzata perfettamente. Tutto ciò che ci viene chiesto di fare è di accettare la nostra parte con umiltà genuina, e di non negare di essere degni con un’arroganza che ci inganna. Abbiamo la forza di fare ciò che ci è dato di fare. La nostra mente è perfettamente adatta ad assumere la parte assegnataci da Colui Che ci conosce bene.
L’idea di oggi può sembrare piuttosto ardua, finché non ne vedi il significato. Tutto ciò che dice è che tuo Padre ti ricorda ancora, e ti offre la perfetta fiducia che Egli ha in te che sei Suo Figlio. Non ti chiede di essere diverso in alcun modo da come sei. Che cosa potrebbe chiedere l’umiltà se non questo? E che cosa potrebbe negare l’arroganza se non questo? Oggi non indietreggeremo di fronte al nostro compito con il pretesto capzioso che la modestia è oltraggiata. È l’orgoglio che vuole negare la Chiamata di Dio Stesso.
Oggi mettiamo da parte ogni falsa umiltà, in modo da poter ascoltare la Voce di Dio che ci rivela cosa Egli desidera che noi si faccia. Non dubitiamo della nostra adeguatezza alla funzione che Egli ci offrirà. Saremo solo certi che Egli conosce le nostre forze, la nostra saggezza e la nostra santità. E se Egli ci giudica degni, lo siamo. È solo l’arroganza che giudica altrimenti.
C’è un unico modo, e solo uno, di essere liberato dalla prigionia che il tuo piano per dimostrare che il falso è vero ti ha procurato. Accetta al suo posto il piano che non hai fatto tu. Non giudicare se ne sei degno. Se la Voce di Dio ti assicura che la salvezza ha bisogno della tua parte, e che l’intero dipende da te, sii certo che è così. Gli arroganti devono attaccarsi alle parole, perché hanno paura di andare al di là di esse verso un’esperienza che potrebbe mettere in dubbio la loro presa di posizione. Gli umili, invece, sono liberi di sentire la Voce Che dice loro cosa sono, e cosa fare.
L’arroganza forgia un’immagine di te stesso che non è reale. È questa immagine che si sgomenta e si ritrae nel terrore, nel momento in cui la Voce che parla per Dio ti assicura che hai la forza, la saggezza e la santità per andare oltre tutte le immagini. Tu non sei debole, come lo è l’immagine di te stesso. Tu non sei ignorante e impotente. Il peccato non può offuscare la verità in te, e la miserevolezza non può avvicinarsi alla santa dimora di Dio.
Tutto questo ti dice la Voce che parla per Dio. E nel momento in cui Egli parla, l’immagine trema e cerca di attaccare la minaccia che non conosce, percependo il crollo delle sue fondamenta. Lasciala andare. La salvezza del mondo dipende da te, e non da questo mucchietto di polvere. Che cosa può dire al santo Figlio di Dio? Perché mai egli dovrebbe minimamente preoccuparsi di tutto ciò?
E così troviamo la nostra pace. Accetteremo la funzione che Dio ci ha dato, perché tutte le illusioni si basano sulla bizzarra convinzione che noi possiamo farne un’altra per noi stessi. I ruoli che ci siamo attribuiti da soli sono mutevoli, e sembrano cambiare dal lutto alla beatitudine estatica dell’amore e dell’amare. Possiamo ridere o piangere, e salutare il giorno con un benvenuto o con le lacrime. Il nostro stesso essere sembra mutare mentre attraversiamo mille cambiamenti di umore, e le nostre emozioni ci elevano veramente in alto, o ci precipitano a terra nella disperazione.
È questo il Figlio di Dio? Potrebbe Egli creare una simile instabilità e chiamarla Figlio? Colui Che è immutabile condivide i Suoi attributi con la Sua creazione. Tutte le immagini che Suo Figlio sembra fare non hanno alcun effetto su ciò che egli è. Esse turbinano nella sua mente come foglie spazzate dal vento che formano un disegno per un istante, si disperdono per raggrupparsi di nuovo, e fuggono via. O come i miraggi che si vedono nel deserto, che sorgono dalla polvere.
Queste immagini senza sostanza se ne andranno, e lasceranno la tua mente senza nubi e serena, quando accetterai la funzione che ti è data. Le immagini che fai tu danno origine solo a obiettivi conflittuali, effimeri e vaghi, incerti e ambigui. Chi potrebbe essere costante nei suoi sforzi, o dirigere le proprie energie e il proprio impulso ed essere concentrato verso obiettivi come questi? Le funzioni che il mondo stima sono così incerte che cambiano almeno dieci volte all’ora quando sono più solide. Quale speranza di successo può fondarsi su obiettivi come questi?
In amorevole contrasto, certa come il ritorno del sole ogni mattina per disperdere la notte, la tua vera funzione si erge chiara e totalmente priva di ambiguità. Non c’è alcun dubbio sulla sua validità. Essa viene da Colui Che non conosce errore, e la Sua Voce è certa dei Suoi messaggi. Essi non cambieranno, né saranno in conflitto. Indicano tutti un unico obiettivo, un obiettivo che puoi raggiungere. Il tuo piano può essere impossibile, ma quello di Dio non potrà mai fallire perché Egli è la sua Fonte.
Fa’ come ti indica la Voce di Dio. E se ti chiede una cosa che sembra impossibile, ricorda Chi è che chiede, e chi vorrebbe opporre un rifiuto. Poi considera questo: quale dei due è più probabile che abbia ragione? La Voce che parla per il Creatore di tutte le cose, che conosce tutte le cose esattamente come sono, o un’immagine distorta di te stesso, confusa, sconcertata, incoerente e insicura su tutto? Non lasciare che la sua voce ti guidi. Ascolta invece una Voce certa, che ti parla di una funzione che ti è data dal tuo Creatore Che si ricorda di te, e ti esorta a ricordarti di Lui ora.
La Sua dolce Voce chiama dal conosciuto a colui che non sa. Egli ti conforterà, sebbene non conosca alcuna sofferenza. Egli desidera restituire qualcosa, anche se Egli è completo: un dono a te, sebbene sappia che hai già tutto. Egli ha Pensieri che rispondono a tutti i bisogni che Suo Figlio percepisce, anche se non li vede. Perché l’Amore deve dare, e ciò che viene dato nel Suo Nome assume in un mondo di forme la forma più utile.
Queste sono le forme che non possono mai ingannare, perché vengono dall’Assenza di Forma Stessa. Il perdono è una forma terrena di amore, che così come è in Cielo non ha alcuna forma. Tuttavia ciò di cui c’è bisogno qui è dato qui così come è necessario. Con questa forma puoi realizzare la tua funzione anche qui, sebbene ciò che l’amore significherà per te, sarà ancora maggiore quando sarai stato riportato all’assenza di forma. La salvezza del mondo dipende da te che puoi perdonare. Tale è la tua funzione qui.

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