LA PACE DI DIO E’ NOSTRA

Oggi non cerchiamo idoli. La pace non può essere trovata in essi. La pace di Dio è nostra, e accetteremo e vorremo solo questa. Sia pace a noi oggi. Perché abbiamo trovato un modo semplice e felice di lasciare il mondo dell’ambiguità, e di sostituire i nostri obiettivi mutevoli e i nostri sogni solitari con un unico scopo e compagnia. Giacché la pace è unione, se è quella di Dio. Non cerchiamo più. Siamo vicini a casa e ci avviciniamo ancora di più ogni volta che diciamo:

Non c’è altra pace che la pace di Dio,
ed io sono felice e riconoscente che sia così.

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Lezione 200
Non c’è altra pace che la pace di Dio.

Non cercare più. Non troverai altra pace che quella di Dio. Accetta questo fatto, e risparmiati l’agonia di disillusioni ancora più amare, della disperazione più nera, e del senso di gelida impotenza e di dubbio. Non cercare più. Non c’è altro che tu possa trovare se non la pace di Dio, a meno che tu non stia cercando dolore e sofferenza.
Questo è il punto finale al quale ognuno deve alla fine arrivare per mettere da parte ogni speranza di trovare felicità dove non ce n’è, di essere salvato da ciò che può solo ferire, di fare la pace dal caos, la gioia dal dolore e il Cielo dall’inferno. Non cercare più di vincere attraverso la perdita, né di morire per vivere. Perché non starai chiedendo che la sconfitta.
Puoi chiedere altrettanto facilmente amore, felicità e la vita eterna con una pace che non ha fine. Chiedi questo e potrai solo vincere. Chiedere ciò che hai già non può che portare al successo. Chiedere che ciò che è falso diventi vero può portare solo al fallimento. Perdona te stesso per le tue vane fantasticherie e non cercare più ciò che non puoi trovare. Perché cosa potrebbe essere più sciocco di continuare a cercare l’inferno, quando devi soltanto guardare con gli occhi aperti per scoprire che il Cielo si trova davanti a te, oltre una porta che si apre facilmente per darti il benvenuto?
Torna a casa. Non hai trovato la felicità in posti stranieri e in forme aliene che non hanno alcun significato per te, nonostante tu abbia tentato di darglielo. Non è a questo mondo che appartieni. Sei uno estraneo qui. Ma ti è concesso di trovare i mezzi mediante i quali il mondo non sembri più una prigione o un penitenziario per nessuno.
Ti è data la libertà dove non vedevi altro che catene e porte d’acciaio. Ma devi cambiare la tua mente in merito allo scopo del mondo, se vuoi trovare una via di scampo. Resterai legato finché non vedrai tutto il mondo come benedetto, e non libererai ciascuno dai tuoi errori e lo onorerai per quello che è. Non lo hai fatto tu: e non hai fatto te stesso. E mentre liberi l’uno, l’altro viene accettato per quello che è.
Che cosa fa il perdono? In verità non ha alcuna funzione e non fa nulla. Giacché è sconosciuto in Cielo. È soltanto nell’inferno che se ne ha bisogno, e dove deve espletare una funzione formidabile. Forse che la fuga dell’amato Figlio di Dio dai sogni perversi che immagina, ma che crede siano veri, non è uno scopo degno? Chi potrebbe sperare di più, mentre sembra esserci una scelta da fare tra successo e fallimento, amore e paura?
Non c’è altra pace che la pace di Dio, perché Egli ha un solo Figlio che non può fare un mondo in opposizione alla Volontà di Dio e alla sua, che è uguale alla Sua. Cosa potrebbe sperare di trovare in un mondo simile? Non può essere reale, perché non è mai stato creato. Ed è forse qui che dovrebbe cercare la pace? O deve vedere, nel guardarlo, che il mondo può solo ingannare? E, tuttavia, può imparare a vederlo in un altro modo e trovare la pace di Dio.
La pace è il ponte che ognuno attraverserà per lasciarsi questo mondo alle spalle. Ma la pace inizia in un mondo percepito diversamente, che conduce da questa fresca percezione alla porta del Cielo ed oltre. La pace è la risposta agli obiettivi conflittuali, ai viaggi senza senso, alle ricerche frenetiche e vane, e agli sforzi senza senso. Ora il cammino è facile, e scende dolcemente verso il ponte dove, nella pace di Dio, risiede la libertà.
Non perdiamo la strada di nuovo, oggi. Stiamo andando verso il Cielo, ed il cammino è diritto. Solo se cerchiamo di vagabondare ci può essere ritardo e tempo perso inutilmente in tormentose vie traverse. Dio soltanto è sicuro, ed Egli guiderà i nostri passi. Egli non abbandonerà Suo Figlio nel bisogno, né lo lascerà errare per sempre lontano da casa. Il Padre chiama: il Figlio ascolterà. E questo è tutto quello che c’è in ciò che sembra essere un mondo separato da Dio, dove i corpi sono reali.
Ora c’è silenzio. Non cercare più. Sei giunto dove la strada è coperta da un tappeto di foglie di falsi desideri, cadute dagli alberi della disperazione che cercavi in precedenza. Ora esse sono sotto i tuoi piedi. Tu guardi in alto e su verso il Cielo, con gli occhi del corpo che servono soltanto per un istante ancora. La pace infine è già stata riconosciuta e puoi sentire il suo morbido abbraccio circondare il tuo cuore e la tua mente con amore e conforto.
Oggi non cerchiamo idoli. La pace non può essere trovata in essi. La pace di Dio è nostra, e accetteremo e vorremo solo questa. Sia pace a noi oggi. Perché abbiamo trovato un modo semplice e felice di lasciare il mondo dell’ambiguità, e di sostituire i nostri obiettivi mutevoli e i nostri sogni solitari con un unico scopo e compagnia. Giacché la pace è unione, se è quella di Dio. Non cerchiamo più. Siamo vicini a casa e ci avviciniamo ancora di più ogni volta che diciamo:

Non c’è altra pace che la pace di Dio,
ed io sono felice e riconoscente che sia così.

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