LEZIONE 228

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La condanna, il giudizio, il dare per avere, l’amore condizionato non sono una questione di Dio, bensì il frutto della separazione. Ed alla separazione si è aggiunta l’amnesia facendo dimenticare al Figlio di Dio chi è Suo Padre. E nella separazione, il Figlio di Dio con gli occhi bendati, le orecchie tappate e i sensi amorevoli resi insensibili dalla sua credenza nella separazione ha iniziato a malcreare, ha provveduto a separare l’Amore generando la paura: e all’eternità è subentrata la morte. In tutto questa trasformazione e separazione, anche Dio ha assunto una forma differente divenendo un punitore di anime, un generatore di morte, un giudice severo. E la verità è stata coperta dal velo dell’illusione. Tutto questo divenire malsano si chiama ego, possiede una forma ed appartiene al mondo della percezione. Colui Che E’ Amore non potrà mai essere paura: Dio non potrà mai conoscere la paura. Ma noi che viviamo nel mondo della percezione la conosciamo: eccome! Siamo generatori di paure oggettive e soggettive, quest’ultime ancor più tremende delle prime, in alcuni casi.

In questa lezione possiamo affermare la nostra innocenza e ritornare per un attimo a casa, nella pace. Mio Padre mi ama così come sono, ed oggi scelgo di farlo anch’io e tu insieme a me. E con questa affermazione nel cuore, possiamo scegliere di vivere la giornata intera passando un sentimento d’amore a tutti coloro i quali entreranno in contatto con noi. Oggi scelgo di ricordare da dove vengo e lascio andare tutto il resto. Sono pronta a ricevere soltanto la Parola di Dio in merito a ciò che realmente sono. E così sia.

Lezione 228
Dio non mi ha condannato. E non lo faccio nemmeno io.

Mio Padre conosce la mia santità. Devo forse negare la Sua conoscenza e credere in ciò che la Sua conoscenza rende impossibile? Devo forse accettare per vero ciò che Egli proclama falso? O devo credere alla Sua Parola in merito a ciò che sono, dal momento che Egli è il mio Creatore e l’Unico Che conosce la vera condizione di Suo Figlio?

Padre, mi sbagliavo su me stesso, perché non riuscivo a rendermi conto della Fonte dalla quale sono venuto. Io non ho lasciato quella Fonte per entrare in un corpo e morire. La mia santità rimane parte di me, come io sono parte di Te. I miei errori su me stesso sono sogni. Oggi li lascio andare. E sono pronto a ricevere soltanto la Tua Parola in merito a ciò che realmente sono.

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