LEZIONE 5

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LEZIONE 5

Non sono mai turbato per la ragione che penso io.

Quest’idea, al pari della precedente, può essere usata con qualsiasi persona, situazione o evento che pensi ti causi dolore. Applicala specificatamente a qualsiasi cosa tu ritenga essere la causa del tuo turbamento, descrivendo la sensazione che provi con qualunque termine ti sembri il più accurato. Il turbamento potrebbe sembrare paura, preoccupazione, depressione, ansia, rabbia, odio, gelosia o una innumerevole quantità di forme, che saranno tutte percepite come differenti. Questo non è vero. Ma fino a quando non imparerai che la forma non ha importanza, qualunque forma diventa un soggetto adatto per l’esercizio del giorno. Il primo passo per riconoscere che in definitiva sono tutte la stessa cosa è quello di applicare la stessa idea a ciascuna forma separatamente.

Quando usi l’idea di oggi su ciò che percepisci come causa specifica di una qualsiasi forma di turbamento, usa sia il nome della forma nella quale vedi il turbamento, sia la causa alla quale tu lo attribuisci. Ad esempio:

Non sono arrabbiato con ___________ per la ragione che penso io.

Non ho paura di ___________ per la ragione che penso io.

Ma ancora, ciò non dovrebbe sostituire i periodi di pratica nei quali dapprima cerchi nella tua mente “fonti” di turbamento nelle quali credi, e forme di turbamento che pensi ne derivino.

In questi esercizi, più che nei precedenti, puoi incontrare difficoltà nell’essere indiscriminato ed evitare di dare maggior peso ad alcuni soggetti piuttosto che ad altri. Potrà aiutarti far precedere gli esercizi dall’affermazione:

Non esistono piccoli turbamenti. Essi disturbano tutti allo stesso modo la pace della mia mente .

Poi cerca nella tua mente qualsiasi cosa ti stia affliggendo, senza tener conto di quanto poco o tanto tu pensi che ciò avvenga.

Puoi anche scoprire di essere meno disposto ad applicare l’idea di oggi ad alcune delle fonti di turbamento che percepisci, rispetto ad altre. Se ciò dovesse verificarsi, pensa anzitutto così:

Io non posso tenere questa forma di turbamento e lasciar andare le altre. Al fine di questi esercizi, quindi, le considererò come se fossero tutte uguali.

Poi cerca nella tua mente per non più di un minuto circa, cercando di individuare un certo numero di differenti forme di turbamento che ti stanno disturbando, senza tener conto dell’importanza relativa che tu attribuisci loro. Applica l’idea di oggi a ciascuna di esse usando sia il nome della fonte di turbamento, come tu la percepisci, che della sensazione che provi. Altri esempi sono:

Non sono preoccupato riguardo a ___________ per la ragione che penso io.

Non sono depresso riguardo a ___________per la ragione che penso io.

Tre o quattro volte nel corso della giornata saranno sufficienti.

La riflessione di Lucia: Se cambio la causa (il motivo per cui sono arrabbiata, impaurita, preoccupata etc.) cambia anche l’effetto. Dichiarando “non sono preoccupato riguardo a ____ per la ragione che io penso” modifico totalmente l’obiettivo della mia preoccupazione. Quindi modifico la responsabilità della situazione intera. Ciò che credevo essere la ragione per cui ero impaurita, preoccupata o quant’altro mi disturbasse, viene cambiato. Quindi, chi è responsabile? Se non è più la ragione che io penso, chi sarà? Un’inversione di rotta importante, fondamentale per cambiare la percezione, poiché l’abitudine dettata dall’ego è quella di gettare la colpa sugli altri, e poi separarmi da loro. E’ forse questo il modo migliore di tenere tutta per me la colpa? Se dare è ricevere, quando punto il dito contro qualcuno, lo sto anche puntando contro me stessa? Un punto di vista totalmente differente rispetto a quello che ho utilizzato fino ad ora. E’ un apprendimento basato sulla perfetta uguaglianza di chi dà e di chi riceve.

E’ una dichiarazione che afferma: “Io sono responsabile di ciò che vedo. Scelgo le sensazioni di cui faccio esperienza, e decido l’obiettivo che voglio raggiungere. E ogni cosa che sembra accadermi la chiedo, e ricevo secondo ciò che ho chiesto. Non ingannarti ulteriormente pensando di essere inerme di fronte a ciò che ti viene fatto. Riconosci solo che ti sei sbagliato, e tutti gli effetti dei tuoi errori scompariranno” (T.21.II.2:3,4,5)

Ti ricordo che puoi acquistare il libro su http://www.macrolibrarsi.it/search/?search3=un+corso+in+miracoli

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