IO NON VEDO NULLA COM’E’ ADESSO

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LEZIONE 9

Io non vedo nulla com’è adesso.

Quest’idea è la conseguenza ovvia delle due precedenti. Ma se è vero che puoi essere capace di accettarla intellettualmente, è alquanto improbabile che significhi già qualcosa per te. Comunque la tua comprensione a questo punto non è ancora necessaria. Di fatto il riconoscere che non capisci è il presupposto per disfare le tue idee false. Questi esercizi hanno a che vedere con la pratica, non con la comprensione. Non hai bisogno di esercitarti in cose che già comprendi. Sarebbe inconcludente perseguire la comprensione e dare per scontato di averla già.

È difficile, per una mente non allenata, credere che ciò che essa sembra raffigurare non ci sia. Quest’idea può essere alquanto scomoda e quindi incontrare resistenza attiva in varie forme. Ma ciò non ne preclude l’applicazione. Non viene richiesto altro per questo o per qualsiasi altro esercizio. Ogni piccolo passo dissiperà una piccola parte di oscurità, e la comprensione verrà infine a illuminare ogni angolo della mente che sarà stata ripulita dai detriti che la ottenebravano.

Questi esercizi, per i quali sono sufficienti tre o quattro periodi di pratica, comportano il guardarti intorno applicando l’idea del giorno a qualunque cosa tu veda, ricordando la necessità di applicarla indiscriminatamente, e la regola essenziale di non escludere nulla. Per esempio:

Io non vedo questa macchina per scrivere com’è ora.

Io non vedo questo telefono com’è ora.

Io non vedo questo braccio com’è ora.

Inizia con le cose che si trovano più vicine a te e quindi estendi il campo di visibilità:

Io non vedo quell’attaccapanni com’è ora.

Io non vedo quella porta com’è ora.

Io non vedo quella faccia com’è ora.

Va sottolineato ancora che, pur non dovendo tentare di includere tutto, bisogna evitare di escludere specificatamente qualcosa. Assicurati di essere onesto con te stesso nel fare questa distinzione. Potresti essere tentato di offuscarla.

Le riflessioni di Lucia: A un certo punto nel libro di testo, al capitolo 6,c’è un passaggio che recita: Per avere tutto, dai tutto a tutti. E’ riferito alla mente. Significa che per avere la pace (o qualunque altra condizione) devi poterla offrire indiscriminatamente. La selezione è separazione. Dare la pace ad alcuni e negarla ad altri, non è vera pace. Il mondo della percezione, dove noi siamo, mostra in ogni dove la separazione. Basta aprire un giornale, accendere la radio o la televisione per comprendere che regna il caos totale a questo riguardo. La pace non è una questione che può essere risolta dal corpo, ma dalla mente. Una mente in grado di conoscere, comprendere, accettare che la pace è una questione planetaria, è una mente in grado di dare tutto a tutti.

Non perdiamo mai ciò che comunichiamo perché ci viene sempre restituito. Se comunichiamo paura, ci guarderemo le spalle per il timore di essere attaccati. L’ego usa il corpo per attaccare: con il corpo possiamo abbracciare e con la mente essere spietati e lontani. Lo Spirito Santo vede il corpo come un mezzo per comunicare, niente di più e niente di meno. Comunicare è condividere. Lo stesso corpo, nelle mani dell’ego, viene utilizzato per promuovere la paura, interrompere la comunicazione, e separare. “Io sono buono, tu sei cattivo” Vittima e Carnefice sono alleati che generano sofferenza.

“Il perdono è un atto vuoto se non comporta correzione. Senza di essa, si tratta esattamente di giudizio, invece che di guarigione. Il perdono di una mente disposta al miracolo è solo correzione. Non ha assolutamente alcun elemento di giudizio. L’affermazione “Padre perdonali perché non sanno quello che fanno” in nessun modo valuta quello che fanno. E’ un appello a Dio per guarire le loro menti. Non c’è alcun riferimento al risultato dell’errore. Questo è irrilevante. |…| Puoi fare molto in favore della tua guarigione e quella degli altri se, in una situazione che richiede aiuto, pensi in questo modo:

Io sono qui solo per essere veramente d’aiuto.

Io sono qui per rappresentare Colui Che mi ha mandato.

Io non devo preoccuparmi di cosa dire o cosa fare perché Colui Che mi ha mandato mi guiderà.

Io sono soddisfatto di essere ovunque Egli voglia, sapendo che Egli viene con me.

Io sarò guarito non appena Gli permetterò di insegnarmi a guarire.(Capitolo 2)

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