I MIEI PENSIERI SONO IMMAGINI CHE HO FATTO IO

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LEZIONE 15

I miei pensieri sono immagini che ho fatto io.

È a causa del fatto che i pensieri che pensi di pensare appaiono come immagini che non li riconosci come nulla. Tu pensi di pensarli, dunque pensi di vederli. Questo è il modo in cui è stato fatto il tuo “modo di vedere”. Questa è la funzione che hai dato agli occhi del tuo corpo. Non è vedere. È un fare immagini. Prende il posto del vedere, sostituendo la visione con le illusioni.

Quest’idea introduttiva al processo della costruzione di immagini che tu chiami vedere non avrà molto significato per te. Inizierai a comprenderla quando avrai visto piccoli bordi di luce attorno agli stessi oggetti familiari che vedi ora. Questo è l’inizio della visione reale. Puoi star certo che la visione reale arriverà rapidamente quando questo si sarà verificato.

Man mano che andiamo avanti ti potranno capitare molti “episodi di luce”. Potranno assumere molte forme differenti, alcune alquanto inaspettate. Non averne paura. Sono segni che finalmente stai aprendo gli occhi. Essi non persisteranno, poiché sono soltanto simboli della vera percezione e non sono collegati alla conoscenza. Questi esercizi non ti riveleranno la conoscenza. Ma prepareranno la strada verso di essa.

Nel praticare l’idea di oggi, ripetila dapprima a te stesso e poi applicala a qualunque cosa vedi intorno a te, usando il suo nome e lasciando che i tuoi occhi vi si soffermino sopra mentre dici:

Questo ___________un’immagine che ho fatto io.

Quella ___________ è un’immagine che ho fatto io.

Non è necessario includere un gran numero di soggetti specifici nell’applicazione dell’idea di oggi. È necessario tuttavia continuare a guardare ciascun soggetto mentre ti ripeti l’idea di oggi. L’idea va ripetuta ogni volta molto lentamente.

Sebbene non ti sia ovviamente possibile applicare l’idea a moltissime cose durante il minuto circa di pratica che si suggerisce, cerca di fare questa selezione nella maniera più casuale possibile. I periodi di pratica possono durare anche meno di un minuto se inizi a sentirti a disagio. Non fare più di tre di questi periodi in cui applicare l’idea di oggi, a meno che non ti senta completamente a tuo agio, e comunque non oltrepassare le quattro volte. In ogni caso l’idea può essere applicata, nel corso di tutta la giornata, in qualunque momento se ne senta il bisogno.

La riflessione di Lucia: Dell’idea di oggi prendo in considerazione  il fatto che va eseguita “molto lentamente”. Mi fa ricordare il tempo che ci vuole quando metto in atto una nuova abitudine. Ci vuole tempo, piccoli passi, determinazione, costanza e una dose infinita di fiducia. Tutti elementi, insieme a molti altri, utili a raggiungere ciò che mi sono prefissata. “I periodi di pratica possono durare anche meno di un minuto se inizi a sentirti a disagio. Non fare più di tre di questi periodi in cui applicare l’idea di oggi, a meno che non ti senza completamente a tuo agio, e comunque non oltrepassare le quattro volte. In ogni caso l’idea può essere applicata, nel corso di tutta la giornata, in qualunque momento se ne senta il bisogno”. Piano piano, passo dopo passo, un’attenzione costante e quotidiana. D’altronde, chi intraprende un cammino di questo genere, sviluppa un sistema di pensiero finalizzato ad aprire la mente, osservandone le dinamiche, considerando gli aspetti più bui. Mi viene in mente il brano della Lezione 71-Solo il piano di Dio per la salvezza funzionerà. Lo leggo con speranza:  “Puoi non renderti conto che l’ego ha stabilito un piano per la salvezza in opposizione a quello di Dio. È questo il piano in cui credi. Poiché è l’opposto di quello di Dio, credi anche che accettare il piano di Dio al posto di quello dell’ego significhi essere dannati. Questo suona assurdo, naturalmente. Eppure, dopo aver considerato esattamente quale sia il piano dell’ego, forse ti renderai conto che, per quanto assurdo possa essere, tu ci credi davvero.

Il piano dell’ego per la salvezza si incentra sul serbare rancori. Esso sostiene che, se qualcun altro avesse parlato o agito in modo diverso, se qualche circostanza esterna o qualche evento venisse cambiato, tu saresti salvo. Così la fonte della salvezza viene costantemente percepita come esterna a te. Ogni rancore che serbi è una dichiarazione, ed un’asserzione in cui credi, che dice: “Se questo fosse diverso, sarei salvo”. Il cambiamento mentale necessario per la salvezza è così demandato a tutto e tutti eccetto che a te stesso.

Il ruolo assegnato alla tua mente in questo piano, quindi, è semplicemente determinare che cosa, di diverso da essa stessa, debba cambiare perché tu possa salvarti. In base a questo folle piano, ogni fonte di salvezza che si percepisce è accettabile a patto che non funzioni. Questo assicura che la ricerca infruttuosa continuerà, perché l’illusione insiste nel fatto che, sebbene questa speranza sia sempre fallita, vi sia ancora un fondo di speranza in altri luoghi e in altre cose. Magari un’altra persona servirà meglio, forse un’altra situazione offrirà successo.

Tale è il piano dell’ego per la tua salvezza. Puoi sicuramente vedere come esso sia in stretto accordo con la dottrina fondamentale dell’ego, “cerca ma non trovare”. Perché cosa potrebbe garantire con maggiore sicurezza che non troverai la salvezza, se non l’incanalare tutti i tuoi sforzi nel cercarla dove non c’è?

Il piano di Dio per la salvezza funziona semplicemente perché, seguendo la Sua guida, cerchi la salvezza lì dov’è. Ma per avere successo, come Dio promette che avrai, dovrai essere disposto a cercare solo là. Altrimenti il tuo scopo sarà diviso e tu cercherai di seguire due piani per la salvezza che sono diametralmente opposti in tutto. Il risultato può portare solo confusione, infelicità e un profondo senso di fallimento e disperazione.

Come puoi sfuggire a tutto questo? In maniera molto semplice. L’idea odierna è la risposta.” (L-pI.71.1,2,3,4,5-6:1)

N.B.: Puoi acquistare il libro cliccando su questo link:

http://www.macrolibrarsi.it/search/?search3=un+corso+in+miracoli

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