LEZIONE 22

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LEZIONE 22

Ciò che vedo è una forma di vendetta.

L’idea di oggi descrive accuratamente il modo in cui deve vedere il mondo chiunque serbi nella propria mente pensieri di attacco. Avendo proiettato la propria rabbia sul mondo, vede che la vendetta sta per colpirlo. Il suo stesso attacco è così percepito come autodifesa. Questo diventa un circolo sempre più vizioso, finché egli è disposto a cambiare il proprio modo di vedere. Altrimenti saranno pensieri di attacco e contrattacco ad occupare la sua mente e a popolare tutto il suo mondo. Quale pace mentale gli sarà quindi possibile avere?

È proprio da questa brutale fantasia che tu vuoi fuggire. Non è una notizia gioiosa venire a sapere che essa non è reale? Non è una scoperta felice scoprire che puoi fuggire? Tu stesso hai fatto ciò che vuoi distruggere: tutto ciò che odi e che vuoi attaccare e uccidere. Tutto ciò di cui hai paura non esiste.

Guarda il mondo che ti circonda almeno cinque volte oggi, per almeno un minuto ogni volta. Mentre i tuoi occhi si muovono lentamente da un oggetto all’altro, da un corpo all’altro, ripeti a te stesso:

Io vedo solo ciò che perisce.

Nulla di ciò che vedo durerà.

Ciò che vedo non è reale.

Ciò che vedo è una forma di vendetta.

Alla fine di ogni periodo di pratica, chiedi a te stesso:

È davvero questo il mondo che voglio vedere?

 La risposta è sicuramente ovvia.

La riflessione di Lucia: L’ego, all’interno, della mente, dice di negare ciò che vedi come tua creazione e proiettarlo all’esterno, su qualcun altro. La colpa di ciò che ti accade è di qualcun altro. E questa proiezione sembra avere effetto: le cose sembrano accadere per colpa degli altri e non a causa di una mia specifica richiesta. D’altronde, quando mi rivolgo all’ego per chiedere aiuto su come fare a liberarmi del vuoto, del senso di colpa che percepisco, lui risponde sempre allo stesso modo: “Fai questo: proietta la tua colpa, il tuo vuoto, il senso di inadeguatezza, la paura, e tutte le forme che ti costringono su qualcun altro. Non importa chi sia: ogni scelta va bene” Di fatto la parola “proiezione” significa semplicemente che prendi qualcosa da dentro di te e dichiari che in realtà non è lì, dove l’hai presa: è fuori, in qualcun altro. E’ questo che tutti noi facciamo nella proiezione. Prendiamo la colpa o il senso di inadeguatezza o peccato e diciamo che non è lì dove la sentiamo, ma è su qualcun altro. “Non è colpa mia se le cose sono andate in questo modo. E’ lui che mi ha tradita” e questo è solo un esempio. Anziché assumerci la responsabilità della nostra infelicità e prendercene cura trovando “un altro modo”, usiamo la stessa per definire la prigione nella quale rimarremo. Un esempio di proiezione che mi viene in mente è descritto nel piccolo libro di Kenneth Wapnick “Introduzione a Un Corso in Miracoli” dove descrive il processo di proiezione che si trova nel Vecchio Testamento. Ai figli di Israele viene detto cosa dovrebbero fare il Giorno dell’Espiazione. Vien detto loro di riunire tutta la comunità in un campo, e al centro c’è Aronne che, in qualità di Alto Sacerdote, è il mediatore tra il popolo e Dio. Accanto a lui c’è una capra. Aronne pone la mano sulla capra e in modo simbolico trasferisce su di essa tutti i peccati che la gente ha accumulato durante l’atto. Quindi la povera capra viene scacciata fuori dall’accampamento. Da questo episodio nasce la definizione “capri espiatorio. Ed è ciò che avviene dentro di noi: prendiamo il problema, diciamo che non è nostro, e lo scagliamo su qualcun altro. Nessuno vuole stare “vicino” alla propria infelicità. La prendiamo, la appoggiamo su qualcun altro, e ci separiamo da essa. La lezione di oggi lo chiede: “E’ davvero questo il mondo che voglio vedere?” Gesù ha mostrato un modo differente: ha abbracciato ogni forma di separazione.  La fonte di ogni nostro disagio, paura, peccato, colpa, rabbia è da “aggiustare” dentro di noi. Non possiamo risolvere la situazione dove la vediamo. Ma possiamo chiedere aiuto cominciando a credere che ci possa essere un altro modo. E l’Altro Modo, lo Spirito Santo al quale affidare l’intera situazione, farà il suo compito guidandoci per un istante verso la verità.

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