DIO E’ IN TUTTO CIO’ CHE VEDO PERCHE’ DIO E’ NELLA MIA MENTE

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Dio è in tutto ciò che vedo perché Dio è nella mia mente.

L’idea di oggi è il trampolino di lancio per la visione. Partendo da questa idea il mondo si aprirà dinanzi a te e tu lo vedrai, e vedrai in esso ciò che non vi avevi mai visto prima. E ciò che vedevi prima non sarà più nemmeno pallidamente visibile per te.

Oggi cerchiamo di usare un nuovo tipo di “proiezione”. Non tenteremo di disfarci di ciò che non ci piace vedendolo al di fuori di noi. Cercheremo invece di vedere nel mondo ciò che c’è nella nostra mente, e che c’è ciò che vogliamo riconoscere. In tal modo cerchiamo di unirci con ciò che vediamo, invece di mantenerlo separato da noi. Questa è la differenza principale tra la visione ed il modo nel quale tu vedi.

L’idea di oggi dovrà essere applicata il più spesso possibile per tutta la giornata. Ogni volta che ne hai il tempo, ripetila lentamente a te stesso, guardandoti attorno e cercando di renderti conto che l’idea è applicabile ad ogni cosa che vedi ora, o che potresti vedere ora se fosse alla portata della tua vista.

La visione reale non è limitata da concetti quali “vicino” e “lontano”. Per aiutarti a cominciare ad abituarti a quest’idea, quando applichi l’idea di oggi cerca di pensare a cose al di là della portata attuale della tua vista, oltre a quelle che riesci effettivamente a vedere.

La visione reale non solo non è limitata dallo spazio e dalla distanza, ma non dipende affatto dagli occhi del corpo. La mente è la sua unica fonte. Per aiutarti ad abituarti anche a questa idea, dedica numerose esercitazioni ad applicare l’idea di oggi ad occhi chiusi, utilizzando qualsiasi soggetto ti venga in mente, e guardando dentro di te piuttosto che fuori. L’idea di oggi si applica nello stesso modo ad entrambe le possibilità.

 

La riflessione di Lucia: Da quale insegnante voglio apprendere la lezione? Ho due insegnanti: l’ego e lo Spirito Santo. Due sono le lezioni da imparare. L’ego mi insegna “Cerca ma non trovare”. Mi indica di proiettare fuori dalla mente la colpa e lì, nel mondo, risolverla. Dice di allontanarmi da essa, che non è nella mia mente ma nel mondo. Il mondo è cattivo e io sono buona. Questa visione mi porta a credere che sia il mondo a dover cambiare perché io possa essere felice. Lo Spirito Santo insegna che la colpa non esiste, e così neppure la paura etc etc… Sono solo illusioni del Figlio di Dio che, addormentandosi, si crede separato da Suo Padre. Mi invita a dare a Lui la colpa poiché Lui è preposto a correggerla. E mi invia a prenderla da “dentro di me” nella mia mente, il punto di partenza di ogni mia proiezione. Se Dio ha mandato lo Spirito Santo per correggere gli errori della separazione, devo essere davvero importante per Lui. E così ogni suo Figlio in questo mondo. Mi è sufficiente credere di aver giudicato male la situazione. Questo nuovo credo scardina totalmente il credo precedente fatto di considerazioni come “non c’è via d’uscita, sono solo, questo problema non ha soluzione, non ho via di scampo, non ho scelta …”. E’ dichiarare che “ci deve essere un altro modo”. E’ il passaggio da una mente all’altra, dalla mente sbagliata a quella corretta, che sembra essere complicato. In realtà, quando la visione dello Spirito Santo diventa ogni cosa che voglio, ecco che non ci sarà più una mente sbagliata. Ogni considerazione dell’ego è materiale straordinario da offrire allo Spirito Santo. La linea decisa che avevo creato per dividere la mente in giusta e corretta, non c’è più. C’è solo un unico modo di vedere, un’unica direzione. E da quel punto di vista la pace è assicurata. La scelta di giudicare ha lasciato il posto alla volontà di conoscere.

Non hai idea dell’enorme liberazione e della profonda pace che deriva dall’incontrare te stesso e i tuoi fratelli completamente senza giudizio. Quando riconoscerai ciò che sei e ciò che sono i tuoi fratelli, ti renderai conto che giudicarli in qualsiasi modo è privo di significato. In effetti, il loro significato è perso per te proprio perché li stai giudicando. Ogni incertezza viene dal credere che sei sotto la coercizione del giudizio. Non hai bisogno del giudizio per organizzare la tua vita, e certamente non ne hai bisogno per organizzare te stesso. In presenza della conoscenza ogni giudizio è sospeso automaticamente, e questo è il processo che permette al riconoscimento di sostituire la percezione. (T-3.VI.3)

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