HO INVENTATO IO IL MONDO CHE VEDO

2013-06-10 20.42.59

LEZIONE 32

Ho inventato io il mondo che vedo.

Oggi continuiamo a sviluppare il tema di causa ed effetto. Tu non sei la vittima del mondo che vedi perché sei tu che lo hai inventato. Puoi rinunciare ad esso con la stessa facilità con cui lo hai fatto. Lo vedrai o non lo vedrai, come desideri. Fintanto che lo vorrai, continuerai a vederlo; quando non lo vorrai più, esso non esisterà più per te e non lo vedrai.

L’idea di oggi, come le precedenti, vale sia per il tuo mondo interiore che esteriore, che di fatto sono la stessa cosa. Poiché comunque tu li vedi come differenti, le esercitazioni di oggi comprenderanno ancora due fasi, una dedicata al mondo che vedi al di fuori di te, e l’altra al mondo che vedi nella tua mente. Cerca di introdurre negli esercizi di oggi il pensiero che entrambi questi mondi sono nella tua immaginazione.

Le esercitazioni del mattino e della sera incominceranno ancora ripetendo due o tre volte l’idea di oggi mentre guardi intorno a te il mondo che vedi come esterno. Poi chiudi gli occhi ed esplora il tuo mondo interiore. Cerca di trattarli entrambi con più uguaglianza possibile. Ripeti senza fretta l’idea di oggi quante volte vuoi, mentre osservi le immagini che la tua immaginazione presenta alla tua consapevolezza.

Per i due periodi di pratica più lunghi si consigliano da tre a cinque minuti, con la richiesta di non farne meno di tre. Se trovi l’esercizio riposante puoi utilizzare anche più di cinque minuti. Per facilitare ciò, scegli un momento nel quale prevedi poche distrazioni e tu personalmente ti senti ragionevolmente pronto.

Questi esercizi vanno anche continuati durante il giorno, quanto più spesso puoi. Le applicazioni più brevi consistono nel ripetere lentamente l’idea mentre esplori il mondo interiore o quello esterno. Non importa quale scegli.

L’idea di oggi dovrà anche essere applicata immediatamente a qualunque situazione ti possa produrre del disagio. Applica l’idea dicendo a te stesso:

Io ho inventato questa situazione come la vedo io.

 

La riflessione di Lucia: Rinunciare al mondo che vedo è dichiarare di voler vedere diversamente. Significa che è mia la scelta di continuare a vedere un mondo tenuto sottochiave dall’ego oppure dare la “piccola disponibilità” allo Spirito Santo di correggere per avere una nuova visione. Interiore ed Esteriore sono la stessa cosa: così come immagino, proietto e percepisco. Mi ricordo che “la proiezione fa la percezione”. Ed è bene ricordare che ciò che vedo fuori, nel mondo, è ciò che ho chiesto nella mente. C’è un altro modo per vedere che prevede l’abbandono della visione costretta dell’ego. In effetti dichiarare che “io ho inventato questa situazione come la vedo io” – a volte – può essere doloroso. Ma la meraviglia, lo stupore di quando apri gli occhi –non quelli fisici- della mente alla volontà di “vedere diversamente”è senza prezzo. I passaggi che si devono compiere per arrivare a “vedere diversamente” devono essere compiuto da Qualcuno che “abita nel mondo ma non si relaziona con esso”. Rimane fedele alla Fonte. La stessa alla quale ognuno di noi appartiene. Resta fedele al Padre che lo ha creato per risvegliare Suo Figlio dal sonno profondo in cui è caduto. Lo Spirito Santo è un Ponte che unisce due mondi, apparentemente separati. Ma nella realtà della mente sempre uniti. Lo ripeto e lo ripeterò all’infinito: conoscere se stessi è un aspetto delicato, che va compiuto con cura e dedizione, a piccoli passi. Poiché il terreno su cui appoggiamo i piedi, inizialmente, sembra essere invisibile. E’ per questo che va sviluppata la fede.

Se hai fiducia nella tua forza, hai tutte le ragioni per essere apprensivo, ansioso ed impaurito. Cosa puoi predire o controllare? Cosa c’è in te su cui si possa contare? Cosa ti potrebbe dare la capacità di essere consapevole di tutte le sfaccettature di ogni problema e di risolverle in modo tale che possa derivarne solo del bene? Cosa c’è in te che ti dia il riconoscimento della giusta soluzione, e la garanzia che verrà compiuta?

Da solo non puoi fare nessuna di queste cose. Credere di poterlo fare significa riporre la tua fiducia dove la fiducia è infondata e giustificare paura, ansia, depressione, rabbia e tristezza. Chi può riporre la propria fede nella debolezza e sentirsi al sicuro? Tuttavia, chi può riporre la propria fede nella forza e sentirsi debole?

Dio è la tua sicurezza in ogni circostanza. La Sua Voce parla per Lui in tutte le situazioni ed in ogni aspetto di tutte le situazioni, dicendoti esattamente cosa fare per invocare la Sua forza e la Sua protezione. Non ci sono eccezioni, perché Dio non ha eccezioni. E la Voce che parla per Lui pensa come Lui. (L-pI.47.1.2.3.4:1,2,3,4)

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