POTREI VEDERE PACE ANZICHE’ QUESTO

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LEZIONE 34

Potrei vedere pace anziché questo.

L’idea di oggi incomincia a descrivere le condizioni che prevalgono nell’altro modo di vedere. La pace mentale è chiaramente una questione interiore. Deve iniziare dai tuoi stessi pensieri e poi estendersi all’esterno. È dalla tua pace mentale che nasce una percezione pacifica del mondo.

Per gli esercizi di oggi sono richiesti tre periodi di pratica più lunghi. Se ne consigliano uno al mattino e l’altro la sera, oltre ad un terzo da farsi in qualunque momento nell’arco della giornata che sembri favorire maggiormente lo stato di prontezza. Tutte le esercitazioni dovranno essere fatte ad occhi chiusi. È al tuo mondo interiore che le applicazioni dell’idea di oggi dovranno essere rivolte.

Sono richiesti circa cinque minuti di ricerca mentale per ciascuno dei periodi di pratica più lunghi. Cerca nella tua mente pensieri di paura, situazioni che ti provocano ansia, personalità o eventi “offensivi” o qualsiasi altra cosa verso la quale nutri pensieri non amorevoli. Osservali tutti in maniera casuale, ripetendo lentamente l’idea di oggi mentre li osservi sorgere nella tua mente e lascia che ciascuno di essi se ne vada per essere sostituito da quello successivo.

Se cominci ad avere difficoltà nel pensare a temi specifici, continua a ripeterti senza fretta l’idea, senza applicarla a nulla in particolare. Accertati comunque di non escludere specificatamente nulla.

Le applicazioni più brevi devono essere frequenti e vanno fatte ogniqualvolta senti che la tua pace mentale è in qualche modo minacciata. Lo scopo è di proteggerti dalla tentazione per tutto il giorno. Se diventi consapevole di una specifica forma di tentazione, l’esercizio dovrebbe assumere questa forma:

Potrei vedere pace in questa situazione, invece di ciò che ora vedo in essa.

Se le minacce alla tua pace mentale prendono la forma di emozioni avverse più generalizzate, come la depressione, l’ansia o la preoccupazione, usa l’idea nella sua forma originale. Se senti di aver bisogno di più di una applicazione dell’idea di oggi per aiutarti a cambiare la tua mente in merito a qualsiasi contesto specifico, cerca di prenderti diversi minuti e dedicali a ripetere l’idea finché non proverai un senso di sollievo. Ti sarà utile dire a te stesso specificatamente:

Posso sostituire le mie sensazioni di depressione, ansia o preoccupazione [o i miei pensieri riguardo questa situazione, personalità o evento] con la pace.

Le riflessioni di Lucia: Quanti conflitti vivi durante il giorno? Quante volte, in una giornata, la tua mente si trova a sperimentare piccoli, medi o grandi pensieri di paura, ansia, preoccupazione, solitudine e quant’altro non corrisponde alla gioia, per i motivi più svariati? Somma questi momenti con una vita intera. Poi sommali con la vita di tutte le persone che conosci, di tutte le persone che vivono su questo pianeta e pensa: “Se il pensiero è causa e l’esperienza un effetto, cosa può sperimentare un mondo pieno di paura, ansia, preoccupazione, solitudine e quant’altro?”. Terrorizzante, almeno lo è per me quando ci penso. Quando mi sono accorta di ciò che sono davvero i miei pensieri e cosa possono produrre, ho scelto di cominciare a  vedere in un altro modo. E siccome siamo una produzione di pensieri di ansia, paura, preoccupazione e quant’altro, che vanno dai più nascosti ai più evidenti, abbiamo bisogno di imparare quale sia “l’altro modo”. Un viaggio comincia sempre con lo scegliere la direzione in cui andare e poi compiere un primo passo. Un cambio di mente comincia con il vedere chiaramente cosa producono i pensieri, e poi scegliere se continuare a produrne di quel genere, testandone i risultati, o cambiarli. Quando con gli occhi della mente, guardo una preoccupazione e dichiaro: “Potrei vedere pace anziché questo. Potrei vedere pace in questa situazione, invece di ciò che vedo in essa. Posso sostituire le mie sensazioni di depressione, ansia o preoccupazione |o i miei pensieri riguardo questa situazione, personalità o evento| con la pace”, sto delineando il futuro di ciò che andrò a sperimentare. E se ancora non mi fosse chiaro, mi domando: “Chi ha pensato tutto ciò?” e poi rispondo. Io scelgo e decido il pensiero, l’azione e la situazione da interpretare. Il mio pensiero è causa e ciò che vivo è l’effetto: inseparabili. La lezione di oggi è un meraviglioso spiraglio di luce sulle tenebre. E’ la possibilità di vedere la via d’uscita nel tunnel più buio. Ha bisogno solo di un po’ di fiducia nella quale riporre i momenti in cui la tentazione di interrompere l’idea si fa avanti. Stiamo andando passo dopo passo, verso la nostra vera casa. E lo possiamo fare stando qui, proprio qui: nel mondo. C’è una mano invisibile agli occhi del corpo, ma chiara a quelli dell’anima, che è protesa verso di noi. Basta solo pensare che ci deve essere un altro modo, per vederla e riconoscerla.

“Ho detto che non hai che due emozioni, l’amore e la paura. Una non cambia mai, ma viene continuamente scambiata, poiché viene offerta dal ciò che è eterno a ciò che è eterno. In questo scambio viene estesa, perché aumenta nello stesso modo in cui viene data. L’altra ha molte forme poiché il contenuto delle illusioni individuali differisce grandemente. Tuttavia hanno una cosa in comune: sono tutte folli. Sono fatte di immagini che non vengono viste e di suoni che non vengono uditi. Inventano un mondo privato che non può essere condiviso. Poiché sono significative soltanto per chi le inventa, e così non hanno alcun significato. In questo mondo, chi le fa si muove da solo, poiché solo lui le percepisce.

Ciascuno popola il proprio mondo di figure del proprio passato individuale ed è per questo che i mondi privati differiscono tra loro. Ma le figure che vede non sono mai state reali, poiché nascono solo dalle sue reazioni ai suoi fratelli e non includono le loro reazioni nei suoi confronti. Perciò non si accorge di averle fatte lui, né si rende conto che non sono intere. Poiché queste figure non hanno testimoni in quanto sono percepite soltanto in una mente separata.

È per mezzo di queste strane e indistinte figure che i folli si relazionano al loro mondo folle. Perché vedono soltanto coloro che ricordano loro queste immagini ed è con esse che si relazionano. Così essi comunicano con coloro che non ci sono e sono questi che rispondono loro. E nessuno ode la loro risposta salvo colui che li ha invocati, e solo lui crede che gli abbiano risposto. La percezione nasce dalla proiezione, e tu non puoi vedere al di là di essa. Hai attaccato tuo fratello in continuazione perché hai visto in lui una figura indistinta nel tuo mondo privato. E ne deriva che devi attaccare te stesso per primo, poiché ciò che attacchi non è negli altri. La sua sola realtà è nella tua mente e, attaccando gli altri, stai letteralmente attaccando ciò che non esiste.” (T-13.V.1,2,3)

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