SERBARE RANCORI E’ UN ATTACCO AL PIANO DI DIO PER LA SALVEZZA

2012-08-26 16.28.40

LEZIONE 72

Serbare rancori è un attacco al piano di Dio per la salvezza.

Mentre abbiamo riconosciuto che il piano dell’ego per la salvezza è l’opposto di quello di Dio, non abbiamo ancora messo in evidenza che è un attacco attivo al Suo piano, e un deliberato tentativo di distruggerlo. Nell’attacco, vengono assegnati a Dio gli attributi che sono di fatto associati all’ego, mentre l’ego sembra assumere gli attributi di Dio.

Il desiderio fondamentale dell’ego è sostituire Dio. Infatti l’ego è l’incarnazione fisica di questo desiderio. Perché è quel desiderio che sembra circondare la mente con un corpo, mantenendola separata e sola, ed incapace di raggiungere le altre menti se non attraverso il corpo che è stato fatto per imprigionarla. Il limite nella comunicazione non può essere il miglior mezzo per espandere la comunicazione. Tuttavia l’ego vuole farti credere che lo sia.

Benché qui sia ovvio il tentativo di mantenere le limitazioni che un corpo impone, forse non è così evidente il perché serbare rancori sia un attacco al piano di Dio per la salvezza. Ma consideriamo il genere di cose per il quale siamo portati a serbare rancori. Non sono forse sempre associati a qualcosa che il corpo fa? Una persona dice qualcosa che non ti piace. Fa qualcosa che ti dispiace. Col suo comportamento “tradisce” i suoi pensieri ostili.

Qui non stai considerando ciò che la persona è. Al contrario, ti preoccupi esclusivamente di ciò che essa fa in un corpo. Stai più che fallendo nell’aiutarla a liberarsi delle limitazioni del corpo. Stai cercando attivamente di mantenerla in esso, confondendola con esso e giudicandoli una cosa sola. Qui Dio viene attaccato, perché se Suo Figlio è solo un corpo, deve esserlo anche Lui. Un creatore completamente dissimile dalla sua creazione è inconcepibile.

Se Dio è un corpo, quale dovrà mai essere il Suo piano per la salvezza? Quale potrebbe essere se non la morte? Nel cercare di presentarSi come Autore della vita e non della morte, è un bugiardo e un imbroglione, pieno di false promesse, ed offre illusioni al posto della verità. L’apparente realtà del corpo rende questa visione di Dio molto convincente. Di fatto, se il corpo fosse reale, sarebbe davvero difficile sfuggire a questa conclusione. Ed ogni rancore che tu serbi insiste sul fatto che il corpo è reale. Non vede assolutamente ciò che tuo fratello è. Rafforza la tua convinzione che egli è un corpo, e lo condanna per questo. E asserisce che la sua salvezza deve essere la morte, proiettando questo attacco su Dio, e ritenendolo responsabile di questo.

In questa arena accuratamente preparata, dove animali rabbiosi cercano la preda e non può entrare la compassione, l’ego viene a salvarti. Dio ti ha fatto un corpo. Molto bene. Accettiamolo e rallegriamocene. Come corpo, non permetterti d’essere privato di ciò che il corpo offre. Prendi il poco che puoi. Dio non ti ha dato nulla. Il corpo è il tuo solo salvatore. È la morte di Dio e la tua salvezza.

Questa è la convinzione universale del mondo che vedi. Alcuni odiano il corpo e cercano di ferirlo ed umiliarlo. Altri amano il corpo e cercano di glorificarlo ed esaltarlo. Ma fintanto che il corpo resta al centro del tuo concetto di te stesso, attacchi il piano di Dio per la salvezza, e serbi i tuoi rancori contro di Lui e contro la Sua creazione, cosicché non puoi udire la Voce della verità e darLe il benvenuto come Amica. Il salvatore che hai scelto prende invece il Suo posto. Esso è tuo amico; Egli è tuo nemico.

Oggi cercheremo di porre fine a questi attacchi insensati alla salvezza. Cercheremo invece di darle il benvenuto. La tua percezione capovolta è stata rovinosa per la tua pace mentale. Ti sei visto in un corpo ed hai visto la verità al di fuori di te, chiusa fuori dalla tua consapevolezza dalle limitazioni del corpo. Adesso cercheremo di vedere ciò in modo diverso.

La luce della verità è in noi, dove è stata posta da Dio. È il corpo che è fuori di noi, e non ci riguarda. Essere senza corpo significa essere nel nostro stato naturale. Riconoscere la luce della verità in noi significa riconoscerci come siamo. Vedere il nostro Sé come separato dal corpo significa porre fine all’attacco al piano di Dio per la salvezza, e invece accettarlo. E ovunque il Suo piano verrà accettato, sarà già compiuto.

Oggi il nostro obiettivo nei periodi di pratica più lunghi è diventare consapevole che il piano di Dio per la salvezza è già stato compiuto in noi. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo sostituire l’attacco con l’accettazione. Fintanto che lo attaccheremo non potremo capire quale sia il piano di Dio per noi. Dunque stiamo attaccando ciò che non riconosciamo. Adesso cercheremo di lasciar da parte il giudizio, e domandare qual’è il piano di Dio per noi:

Cos’è la salvezza, Padre? Io non lo so. Dimmelo perché io possa capire.

Poi aspetteremo in silenzio la Sua risposta. Abbiamo attaccato il piano di Dio per la salvezza senza aspettare di udire cosa fosse. Abbiamo urlato i nostri rancori a voce così alta che non abbiamo ascoltato la Sua Voce. Abbiamo usato i nostri rancori per chiudere gli occhi e le orecchie.

Adesso vogliamo vedere, udire e imparare. ”Cos’è la salvezza, Padre?” Chiedi e ti sarà risposto. Cerca e troverai. Non chiediamo più all’ego cos’è la salvezza e dove trovarla. Lo Chiediamo alla verità. Sii certo, dunque, che la risposta sarà vera in considerazione di Colui al Quale chiedi.

Quando senti che la tua fiducia viene meno, e la tua speranza di successo vacilla e se ne va, ripeti la tua domanda e la tua richiesta, ricordando che stai chiedendo all’infinito Creatore dell’infinità, Che ti ha creato come Se Stesso:

Cos’è la salvezza, Padre? Io non lo so. Dimmelo perché io possa capire.

Egli risponderà. Sii determinato ad udire.

Oggi saranno sufficienti uno o forse due periodi di pratica più corti ogni ora, dal momento che saranno in qualche modo più lunghi del solito. Questi esercizi dovrebbero iniziare con questo:

Serbare rancori è un attacco al piano di Dio per la salvezza. Che io invece lo accetti . Cos’è la salvezza, Padre?

Poi attendi per circa un minuto in silenzio, preferibilmente ad occhi chiusi, ed ascolta la Sua risposta.

La riflessione di Lucia:  “Come puoi diventare sempre più consapevole dello Spirito Santo in te se non tramite i Suoi effetti? Non puoi vederLo coi tuoi occhi né udirLo con le tue orecchie. Quindi come potrai mai percepirLo? Se ispiri gioia e gli altri reagiscono a te con gioia, anche se non stai provando gioia tu stesso, ci deve essere qualcosa in te che è capace di produrla. Se è in te e può produrre gioia, e se vedi che produce davvero gioia negli altri, si vede che sei tu che te ne stai dissociando dentro di te.

Ti sembra che lo Spirito Santo non produca costantemente gioia in te, solo perché non risvegli costantemente la gioia negli altri. Le loro reazioni a te sono le tue valutazioni della Sua costanza. Quando sei incostante non risveglierai sempre la gioia, e così non riconoscerai sempre la Sua costanza. Ciò che offri a tuo fratello lo offri a Lui, perché Egli, nel Suo dare, non può andare oltre ciò che offri tu. Questo non è perché Egli limiti il Suo dare, ma semplicemente perché tu hai limitato il tuo ricevere. La decisione di ricevere è la decisione di accettare.

Se i tuoi fratelli sono parte di te, li accetterai? Solo loro possono insegnarti cosa sei, perché ciò che impari è il risultato di ciò che hai insegnato loro. Ciò che richiami su di essi, lo richiami su di te. E come lo richiami in loro, esso diventa reale per te. Dio non ha che un Figlio, poiché li conosce tutti come Uno. Solo Dio Stesso è più di loro, ma essi non sono meno di ciò che Lui è. Vuoi sapere cosa significa ciò? Se ciò che fai a mio fratello lo fai a me, e se fai ogni cosa per te stesso poiché siamo parte di te, tutto ciò che facciamo appartiene anche a te. Tutti quelli che Dio ha creato sono parte di te e condividono la Sua gloria con te. La Sua gloria appartiene a Lui, ma è ugualmente tua. Quindi, non puoi essere meno glorioso di quanto lo sia Lui.

Dio è più di te solo perché ti ha creato, ma non ti vuole privare nemmeno di questo. Quindi puoi creare come ha fatto Lui, e la tua dissociazione non altererà ciò. Nè la luce di Dio né la tua sono oscurate solo perché non vedi. Poiché la Figliolanza deve creare come una cosa sola, tu ricordi la creazione ogni volta che riconosci una parte della creazione. Ogni parte che ricordi si aggiunge alla tua interezza perché ogni parte è intera. L’interezza è indivisibile, ma tu non puoi apprendere la tua interezza finché non la vedrai ovunque. Puoi conoscere te stesso solo come Dio conosce Suo Figlio, perché la conoscenza è condivisa con Dio. Quando ti risveglierai in Lui, conoscerai la tua grandezza, accettando come tua la Sua illimitatezza. Ma nel frattempo la giudicherai come giudichi quella di tuo fratello, e la accetterai come accetti la sua.

Tu non ti sei ancora risvegliato, ma puoi imparare come risvegliarti. Molto semplicemente, lo Spirito Santo ti insegna a risvegliare gli altri. Quando li vedrai risvegliarsi imparerai cosa significa risvegliarsi, e siccome hai scelto di svegliarli, la loro gratitudine e il loro apprezzamento di ciò che hai dato loro ti insegnerà il suo valore. Essi diventeranno i testimoni della tua realtà, come tu sei stato creato testimone di quella di Dio.

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