CHE IO RICONOSCA IL PROBLEMA AFFINCHE’ POSSA ESSERE RISOLTO

2013-06-25 22.05.26

LEZIONE 79

Che io riconosca il problema affinché possa essere risolto.

Un problema non può essere risolto se non sai qual’è. Anche se in realtà è già stato risolto continuerai ad avere il problema, perché non riconoscerai che è stato risolto. Questa è la situazione del mondo. Il problema della separazione, che è davvero l’unico problema, è già stato risolto. Tuttavia la soluzione non è riconosciuta perché il problema non viene riconosciuto.

Tutti a questo mondo sembrano avere dei particolari problemi speciali. Eppure sono tutti la stessa cosa, e dovranno essere riconosciuti come uno solo, se si vuole accettare la sola soluzione che li risolve tutti. Chi può vedere che un problema è stato risolto se pensa che il problema sia qualcos’altro? Anche se gli viene data la risposta, non riesce a vedere che è pertinente.

Questa è la situazione in cui ora ti trovi. Hai la risposta, ma sei ancora incerto su quale sia il problema. Sembri trovarti a confronto con una lunga serie di problemi diversi, e quando ne viene risolto uno, ne sorge un altro, e poi un altro ancora. Sembra che non finiscano mai. Non c’è momento in cui tu ti senta completamente libero da problemi e in pace.

La tentazione di considerare i problemi come molteplici è la tentazione di mantenere irrisolto il problema della separazione. Il mondo sembra presentarti un vasto numero di problemi, ognuno dei quali richiede una risposta diversa. Questa percezione ti mette in una condizione in cui la tua capacità di risolvere i problemi deve essere inadeguata, e il fallimento è inevitabile.

Nessuno è in grado di risolvere tutti i problemi che il mondo sembra proporre. Sembrano essere su così tanti livelli, in forme così svariate e con dei contenuti così diversi, che ti mettono di fronte a una situazione impossibile. Sgomento e depressione sono inevitabili quando li prendi in considerazione. Alcuni nascono inaspettatamente, proprio quando pensi di aver risolto i precedenti. Altri rimangono irrisolti sotto una nube di negazione e spuntano fuori per ossessionarti di tanto in tanto, solo per essere nascosti di nuovo ma ancora irrisolti.

Tutta questa complessità non è che un disperato tentativo di non riconoscere il problema, e quindi di non permettere che sia risolto. Se riuscissi a riconoscere che il tuo solo problema è la separazione, indipendentemente dalla forma che assume, potresti accettare la risposta perché vedresti che è pertinente. Percependo la costante che sta alla base di tutti i problemi con cui sembri trovarti a confronto, capiresti che hai il mezzo per risolverli tutti. E useresti il mezzo, perché riconosci il problema.

Nei nostri periodi di pratica più lunghi oggi chiederemo qual’è il problema, e quale ne è la risposta. Non presumeremo di sapere già. Cercheremo di liberare la nostra mente da tutti i diversi tipi di problemi che pensiamo di avere. Cercheremo di renderci conto che abbiamo solo un problema, che non siamo riusciti a riconoscere. Chiederemo qual’è e attenderemo la risposta. Ci verrà detto. Poi ne chiederemo la soluzione. E ci verrà detta.

Gli esercizi odierni avranno successo nella misura in cui non insisterai nel definire il problema. Forse non riuscirai a lasciar andare tutte le tue nozioni preconcette, ma questo non è necessario. Tutto ciò che è necessario è nutrire qualche dubbio riguardo alla realtà della tua versione di ciò che sono i tuoi problemi. Stai cercando di riconoscere che nel riconoscere il problema ti è stata data la risposta, cosicché il problema e la risposta possono essere uniti e tu puoi essere in pace.

I periodi di pratica più brevi di oggi non saranno scanditi dal tempo, ma dalla necessità. Oggi vedrai molti problemi, ognuno dei quali richiede una sola risposta. I nostri sforzi saranno diretti verso il riconoscimento che c’è un solo problema ed una risposta. In questo riconoscimento tutti i problemi sono risolti. In questo riconoscimento c’è pace.

Oggi non ti fare ingannare dalla forma dei problemi. Ogni qualvolta sembra sorgere una difficoltà, dì velocemente a te stesso:

Che io riconosca questo problema affinché possa essere risolto.

Poi cerca di sospendere qualunque giudizio riguardo a qual’è il problema. Se possibile chiudi gli occhi per un momento e chiedi cos’è. Sarai udito e ti verrà risposto.

La riflessione di Lucia: Cerchiamo disperatamente di risolvere il problema al di fuori di noi, nel mondo, anziché dentro di noi, nella mente. La visione che la percezione propone è la torta già cotta e servita.  Potrebbe essere disgustosa? Certamente. Ma chi ha scelto gli ingredienti, chi li ha amalgamati, chi l’ha riposta nel forno, chi l’ha tolta e chi la sta mangiando? Ecco, è proprio questo il fatto: aver preparato la torta e non ricordare di averlo fatto. Il Corso è semplice. Un solo problema: la separazione. Un’unica soluzione: la Correzione. A tutti i problemi che credo di avere viene data un’unica risposta, poiché sono sempre riferiti a un’unica condizione, la separazione da Dio che viene riproposta in ogni angolo di vita, in ogni situazione, in ogni condizione. Credere che gli altri si comportino male a causa del fatto che sono cattivi senza neppure prendere in considerazione il concetto di responsabilità, è mettere in atto la separazione. D’altronde il mondo mostra questo: come si può pensare che non sia reale? Ecco perché c’è bisogno di un’inversione del pensiero, ponendo ogni cosa al proprio posto e ricordando chi ha scelto. A me è stato utile pensare questo.  Il problema non è la fuori nel mondo, sugli altri: non è come appare. Il problema è nella mia mente ed è sempre legato a una qualche forma di colpa. La soluzione è chiedere un aiuto a Colui Che non vede “problemi” o “colpa” da condannare ma errori da correggere. Colui Che ci aiuta a “vedere in un altro modo”, perché c’è sempre un altro modo, ovvero senza colpa. In questo cambio di percezione c’è il perdono. Un’utile lettura, a mio parere, è questa:

“C’è la tendenza a pensare che il mondo possa offrire consolazione e modo di sfuggire ai problemi che è suo scopo mantenere. Perché dovrebbe essere così? Perché è un luogo in cui la scelta tra le illusioni sembra essere l’unica scelta. E tu hai il controllo sui risultati della tua scelta. Così pensi, nel breve intervallo tra la nascita e la morte, che ti sia concesso di usare per te solo un breve periodo di tempo: un periodo di tempo in cui ognuno è in conflitto con te, ma in cui tu puoi scegliere quale strada ti condurrà fuori dal conflitto e lontano dalle difficoltà che non ti riguardano. Tuttavia esse sono cose che ti riguardano. Come puoi, quindi, sfuggire ad esse lasciandole indietro? Ciò che deve venire con te, lo porterai con te qualunque strada tu scelga di percorrere.

La scelta reale non è un’illusione. Ma il mondo non ne ha alcuna da offrire. Tutte le sue strade non portano che alla delusione, al nulla e alla morte. Non c’è scelta nelle sue alternative. Non cercare di sfuggire dai problemi qui. Il mondo è stato fatto in modo tale che i problemi non possano essere sfuggiti. Non farti ingannare dai diversi nomi che vengono dati alle sue strade. Finiscono tutte allo stesso modo. Ciascuna non è che il mezzo per ottenere quel fine, perché è qui che tutte le sue strade condurranno, per quanto sembrino partire in modo differente, per quanto sembrino procedere diversamente. La loro fine è certa, perché non c’è scelta tra di loro. Tutte condurranno alla morte. Su alcune cammini gaiamente per un po’, prima che vi entri la desolazione. E su alcune le spine si sentono subito. La scelta non è quale sarà la fine, ma quando verrà.

Non c’è scelta dove ogni fine è sicura. Forse preferiresti provarle tutte, prima di imparare  che in realtà non sono che una sola. Le strade che questo mondo può offrire sembrano essere piuttosto numerose, ma deve venire il momento in cui ognuno comincerà a vedere come sono simili l’una all’altra. Alcuni uomini sono morti vedendo ciò, perché non vedevano altra via se non i sentieri offerti dal mondo. E apprendendo che non conducevano in alcun luogo, hanno perso la speranza. E tuttavia questo è stato il momento in cui avrebbero potuto imparare la loro lezione più grande. Tutti devono giungere a questo punto e andarvi oltre. É proprio vero che non c’è alcuna scelta nel mondo. Ma questa non è la lezione in sé. La lezione ha uno scopo, e in questo giungerai a capire a cosa mira.” (T-31.IV.1,2,3)

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