OGGI IMPARO A DARE COME RICEVO

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LEZIONE 158

Oggi imparo a dare come ricevo.

Che cosa ti è stato dato? La conoscenza di essere una mente, nella Mente e solo mente, per sempre senza peccato, completamente privo di paura, perché sei stato creato dall’Amore. Né hai lasciato la tua Fonte, rimanendo come fosti creato. Questo ti è stato dato come una conoscenza che non puoi perdere. È stato dato anche a ogni cosa vivente, perché è solo grazie a quella conoscenza che vive.

Tu hai ricevuto tutto questo. Tutti coloro che vivono in questo mondo l’hanno ricevuto. Non sei tu a dare questa conoscenza, perché è stata data dalla creazione. Tutto questo non può essere appreso. Che cosa, allora, devi imparare a dare oggi? La nostra lezione ieri rievocava un tema che si trova all’inizio del testo. L’esperienza non può essere condivisa direttamente nel modo in cui può esserlo la visione. La rivelazione che Padre e Figlio sono una cosa sola col tempo raggiungerà ogni mente. Tuttavia quel momento è determinato dalla mente stessa, non insegnato.

Il momento è già stabilito. Sembra essere piuttosto arbitrario. Tuttavia non vi è alcun passo lungo la strada che uno faccia solo per caso. È già stato intrapreso da quella persona, sebbene non vi si sia ancora imbarcato. Perché sembra soltanto che il tempo vada in una sola direzione. Noi non facciamo che intraprendere un viaggio già concluso. Tuttavia sembra avere un futuro a noi tuttora sconosciuto.

Il tempo è un trucco, un gioco di prestigio, una vasta illusione in cui personaggi vanno e vengono come per magia. Ma dietro le apparenze c’è un piano che non cambia. Il copione è scritto. Il momento in cui l’esperienza porrà fine al tuo dubitare è stato stabilito. Perché non facciamo altro che vedere il viaggio dal punto in cui è terminato, guardandolo a ritroso, immaginando che lo stiamo rifacendo e rivedendo mentalmente quello che è passato.

Un insegnante non dà l’esperienza, perché non l’ha imparata. Essa si è rivelata a lui nel momento stabilito per lui. Ma la visione è il suo dono. Questo lo può dare direttamente, perché la conoscenza di Cristo non è perduta, in quanto Egli ha una visione che può dare a chiunque chieda. Nella conoscenza, la Volontà del Padre e la Sua sono unite. Ma c’è una visione che lo Spirito Santo vede perché la vede anche la Mente di Cristo.

Qui avviene l’unione del mondo del dubbio e delle ombre con l’intangibile. Qui c’è un luogo tranquillo all’interno del mondo reso santo dal perdono e dall’amore. Qui c’è la riconciliazione di tutte le contraddizioni, perché qui termina il viaggio. L’esperienza ‑ non appresa, non insegnata, non vista ‑ è semplicemente lì. Questo è oltre il nostro obiettivo, perché trascende ciò che deve essere realizzato. Ciò di cui dobbiamo occuparci è la visione di Cristo. Questa possiamo raggiungerla.

La visione di Cristo ha una sola legge. Essa non vede un corpo, e non lo confonde col Figlio che Dio ha creato. Vede una luce oltre il corpo; un’idea al di là di ciò che può essere toccato, una purezza non offuscata da errori, miseri sbagli e pensieri di paura derivanti da spaventosi sogni di peccato. Non vede alcuna separazione. E guarda ciascuno, ogni circostanza, ogni avvenimento e ogni evento, senza che la luce che vede si affievolisca minimamente.

Questo può essere insegnato, e deve essere insegnato da tutti coloro che hanno intenzione di ottenerlo. Esso richiede solo di riconoscere che il mondo non può dare nulla che possa avere un valore anche vagamente paragonabile a questo, né può stabilire un obiettivo che non scompaia semplicemente quando questo sia stato percepito. E questo è ciò che dai oggi: non vedere nessuno come un corpo. Salutalo come il Figlio di Dio che è, riconoscendo che nella santità è una cosa sola con te.

Così gli sono perdonati tutti i suoi peccati, poiché Cristo ha una visione che ha il potere di guardare oltre tutti. Col Suo perdono essi svaniscono. Non visti dall’Uno, semplicemente scompaiono, perché una visione della santità che si trova al di là di essi viene a prenderne il posto. Non importa quale forma abbiano assunto, né quanto sembrassero enormi, né chi sembrasse essere ferito da essi. Essi non esistono più. E tutti gli effetti che sembravano avere sono spariti con loro, disfatti e da non farsi mai.

In questo modo impari a dare così come ricevi. E la visione di Cristo vede anche te così. Questa lezione non è difficile da imparare, se ricordi che in tuo fratello non vedi che te stesso. Se egli è perso nel peccato, devi esserlo anche tu; se vedi la luce in lui, significa che hai perdonato i tuoi peccati. Ogni fratello che incontri oggi ti offre un’altra opportunità di far risplendere su di te la visione di Cristo, e di offrirti la pace di Dio.

Non importa quando verrà la rivelazione, perché questa non fa parte del tempo. Comunque il tempo ha ancora un dono da dare, nel quale la vera conoscenza si riflette in un modo così accurato che la sua immagine condivide la sua santità non vista: la sua somiglianza risplende del suo amore immortale. Oggi ci esercitiamo a vedere con gli occhi di Cristo. E grazie ai santi doni che offriamo, la visione di Cristo guarda anche noi.

 

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