MI SONO STATI AFFIDATI I DONI DI DIO

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(Fotografia di Marco Milanesi)

LEZIONE 166

Mi sono stati affidati i doni di Dio.

Tutte le cose ti sono date. La fiducia di Dio in te è senza limiti. Egli conosce Suo Figlio. Egli dà senza eccezioni, senza trattenere nulla che possa contribuire alla tua felicità. E tuttavia, se la tua volontà non è una cosa sola con la Sua, i Suoi doni non vengono ricevuti. Ma che cosa ti fa pensare che ci sia un’altra volontà che non sia la Sua?

Qui sta il paradosso che è alla base di come è stato fatto il mondo. Questo mondo non è la Volontà di Dio e quindi non è reale. Ma coloro che pensano sia reale devono credere che vi sia un’altra volontà, che porti a degli effetti opposti a quelli che Egli vuole. Ciò è davvero impossibile, ma ogni mente che osserva il mondo e lo giudica certo, solido, attendibile e vero crede in due creatori, o in uno solo: solo in se stesso. Ma mai in un unico Dio.

I doni di Dio non sono accettabili per nessuno che abbia simili strane credenze. Egli non può che credere che accettare i doni di Dio, per quanto evidenti essi possano diventare, per quanto urgentemente possa essere chiamato a reclamarli come suoi, equivale a essere spinto al tradimento di se stesso. Non può che negare la loro presenza, contraddire la verità e soffrire per preservare il mondo che ha fatto.

Qui c’è l’unica dimora che egli pensa di conoscere. Qui c’è l’unica sicurezza che crede di poter trovare. Senza il mondo che ha fatto è un emarginato: senza dimora e spaventato. Non si rende conto che è qui che ha davvero paura, ed è anche senza dimora: un emarginato che vaga così lontano da casa, e da così tanto tempo, che non si rende conto di aver dimenticato da dove è venuto, dove va, e persino chi è in realtà.

Tuttavia, nei suoi vagabondaggi solitari e senza senso, i doni di Dio vanno con lui, anche se non se ne rende conto. Egli non può perderli. Ma non guarderà quello che gli viene dato. Continua a vagare, consapevole della futilità che vede ovunque intorno a lui, percependo come la sua misera sorte non fa che perdere di importanza, mentre va avanti senza meta. E continua a vagare povero ed infelice, da solo, nonostante Dio sia con lui, e possieda un tesoro così grande che tutto ciò che il mondo contiene è senza valore davanti alla sua grandezza.

Egli sembra una figura triste, logora, esausta, con i vestiti consunti, ed i piedi che sanguinano un poco per la strada pietrosa che percorre. Nessuno ha potuto evitare di identificarsi con lui, perché chiunque viene qui ha percorso il suo stesso sentiero, e ha provato la sconfitta e la disperazione così come le sta provando lui. Tuttavia la sua situazione è davvero così tragica se vedi che sta seguendo la via che ha scelto, e ha solo bisogno di rendersi conto di Chi cammina con lui e di aprire i suoi tesori per essere libero?

Questo è il sé che ti sei scelto, quello che hai fatto come sostituto della realtà. Questo è il sé che difendi selvaggiamente contro ogni ragione, ogni evidenza e tutti i testimoni che hanno prove per dimostrare che questo non sei tu. Tu non presti loro attenzione. 4Vai lungo la strada che hai stabilito, con gli occhi abbassati per paura di cogliere un barlume di verità, ed essere liberato dall’auto‑inganno e reso libero.

Tremi timoroso per la paura di sentire il tocco di Cristo sulla tua spalla, e di percepire la Sua dolce mano che ti invita a vedere i tuoi doni. Come potresti allora proclamare la tua povertà in esilio? Egli ti farebbe ridere di questa percezione di te stesso. Dove sarà andata l’autocommiserazione allora? E che cosa ne sarà di tutta la tragedia che hai cercato di fare per colui per il quale Dio desiderava solo gioia?

La tua antica paura ti è venuta addosso ora, e la giustizia ti ha finalmente raggiunto. La mano di Cristo ti ha toccato la spalla, e senti che non sei solo. Pensi persino che il sé infelice che pensavi fosse te stesso, può non essere la tua Identità. Forse la Parola di Dio è più vera della tua. Forse i Suoi doni per te sono reali. Forse Egli non si è lasciato ingannare completamente dal tuo piano di tenere Suo Figlio in profondo oblio, ed andare per la strada che hai scelto senza il tuo Sé.

La Volontà di Dio non si oppone. Semplicemente è. Non è Dio che hai imprigionato nel tuo piano per perdere il tuo Sé. Egli non sa nulla di un piano così estraneo alla Sua Volontà. C’era una necessità che Egli non comprendeva, alla quale ha dato una Risposta. Questo è tutto. E tu a cui è stata data questa Risposta non hai più bisogno di altro che di questa.

Ora viviamo, perché ora non possiamo morire. Al desiderio di morte è stata data risposta, e lo sguardo che si posava su di esso è stato ora sostituito dalla visione che percepisce che tu non sei quello che fingi di essere. Con te cammina Colui Che risponde con dolcezza a tutte le tue paure con questa sola risposta misericordiosa: “Non è così”. Ogni volta che il pensiero della povertà ti opprime, Egli indica tutti i doni che hai e parla della Sua Compagnia quando ti percepisci solo e spaventato.

Tuttavia Egli ti ricorda ancora una ulteriore cosa che avevi dimenticato. Perché il Suo tocco su di te ti ha reso come Lui Stesso. I doni che hai non sono per te solo. Quello che Egli è venuto ad offrirti, devi ora imparare a darlo. Questa è la lezione contenuta nel Suo dare, perché Egli ti ha salvato dalla solitudine che cercavi di fare, nella quale nasconderti da Dio. Egli ti ha ricordato tutti i doni che Dio ti ha dato. Ti dice anche di cosa diventa la tua volontà quando accetti questi doni, e riconosci che sono tuoi.

I doni sono tuoi, affidati alla tua cura, per darli a tutti coloro che hanno scelto la strada solitaria dalla quale sei sfuggito. Essi non comprendono che non stanno perseguendo altro che i loro desideri. Sei tu che ora insegni loro. Perché hai appreso da Cristo che c’è un’altra strada che possono percorrere. Insegna loro mostrando loro la felicità che giunge a coloro che sentono il tocco di Cristo e riconoscono i doni di Dio. Non permettere alla tristezza di indurti nella tentazione di non essere fedele a ciò di cui ti fidi.

I tuoi sospiri tradiranno ora le speranze di coloro che guardano a te per la loro liberazione. Le tue lacrime sono le loro. Se sei malato, non fai che rifiutare loro la guarigione. Ciò di cui hai paura non fa che insegnare a loro che le loro paure sono giustificate. La tua mano diventa quella che dà il dono del tocco di Cristo, il tuo cambiamento di mente diventa la prova che chi accetta i doni di Dio non può mai soffrire nulla. A te è affidata la liberazione del mondo dal dolore.

Non tradirla. Diventa la prova vivente di quello che il tocco di Cristo può offrire a chiunque. Dio ti ha affidato tutti i Suoi doni. Sii testimone nella tua felicità di come risulta trasformata la mente che sceglie di accettare i Suoi doni, e di sentire il tocco di Cristo. Questa è ora la tua missione. Perché Dio affida la distribuzione dei Suoi doni a tutti coloro che li hanno ricevuti. Egli ha condiviso la Sua gioia con te. E ora tu vai a condividerla con il mondo.

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