LEZIONE 363 E ALCUNI BRANI

LEZIONE 363

Consegno a Te questo istante santo. Sii Tu la guida. Poiché io voglio seguirTi, certo che la Tua direzione mi darà la pace.

E se avrò bisogno di una parola di aiuto, Egli me la darà. Se avrò bisogno di un pensiero,  Egli mi darà anche questo. E se non mi serviranno altro che la quiete e una mente tranquilla e aperta, questi sono i doni che riceverò da Lui. Egli se ne farà carico, a mia richiesta. Ed Egli mi udrà e mi risponderà, poiché Egli parla per Dio mio Padre e per il Suo santo Figlio.

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Il significato del Figlio di Dio si trova unicamente nella sua relazione col suo Creatore. Se fosse altrimenti si baserebbe sulla contingenza, ma non c’è nient’altro. E questa relazione è interamente amorevole ed eterna. Tuttavia il Figlio di Dio ha inventato un relazione non santa tra lui e suo Padre. La sua relazione reale è di perfetta unione e di continuità ininterrotta. Quella che ha fatto lui è parziale, centrata su di sé, frammentata e piena di paura. Quella creata da suo Padre abbraccia interamente il Sé e continua ad estenderLo. Quella che egli ha fatto è completamente autodistruttiva e autolimitante.

Niente può mostrare il contrasto meglio dell’esperienza sia di una relazione santa che di una relazione non santa. La prima è basata sull’amore e poggia su di esso serena e indisturbata. Il corpo non vi si intromette. Ogni relazione in cui entra il corpo non è basata sull’amore, ma sull’idolatria. L’amore desidera essere conosciuto, completamente compreso e condiviso. Non ha segreti, nulla che voglia nascondere o tenere separato. Cammina alla luce del sole, calmo e a occhi aperti, in sorridente benvenuto e con una sincerità così semplice e così ovvia da non poter essere travisata.

Al contrario gli idoli non condividono. Gli idoli accettano, ma non restituiscono. Possono essere amati, ma non possono amare. Non comprendono ciò che viene loro offerto e ogni relazione in cui entrano ha perso il suo significato. Amarli ha reso l’amore senza significato. Vivono nella segretezza, odiano la luce del sole e sono felici nell’oscurità del corpo, dove possono nascondersi e tenere i loro segreti nascosti con loro. E non hanno relazioni, perché lì nessun altro è benvenuto. Non sorridono a nessuno e non vedono coloro che sorridono loro.

L’amore non ha templi bui dove misteri sono tenuti oscuri e nascosti dal sole. Non cerca potere, ma relazioni. Il corpo è l’arma scelta dall’ego per cercare potere attraverso le relazioni. E le sue relazioni devono essere non sante, perché esso non vede nemmeno ciò che sono. Le vuole solo per le offerte sulle quali prosperano i suoi idoli. Il resto è semplicemente buttato via, perché tutto ciò che può offrire viene visto come privo di valore. Senza dimora, l’ego cerca quanti più corpi può raccogliere per porre in essi i suoi idoli, e stabilirli così come templi a se stesso. (T-20.VI.1-4)

 

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