I PENSIERI NON SONO MAI NEUTRALI O POCO IMPORTANTI

Io non sono il solo a sperimentare gli effetti del mio modo di vedere.

L’idea di oggi rappresenta un altro passo nell’imparare che i pensieri che danno origine a ciò che vedi non sono mai neutrali o poco importanti. Inoltre mette in evidenza l’idea che le menti sono unite, idea cui daremo sempre più spazio andando avanti.

L’idea di oggi non si riferisce tanto a ciò che vedi, quanto a come lo vedi. Per questo gli esercizi di oggi sottolineano questo aspetto della tua percezione. I tre o quattro periodi di pratica consigliati andrebbero fatti in questo modo:

Guardati attorno, selezionando nella maniera più casuale possibile i soggetti su cui applicare l’idea di oggi, mantenendo gli occhi su ciascuno abbastanza a lungo per dire:

Io non sono il solo a sperimentare gli effetti di come vedo____________

Concludi ogni periodo di pratica ripetendo l’affermazione generale:

Io non sono il solo a sperimentare gli effetti del mio modo di vedere.

Per ogni periodo di pratica sarà sufficiente un minuto o anche meno. (L-pI.18)

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Lezione interessante che ogni volta suscita riflessioni e voglio condividerle con voi.

Il pensiero è l’origine di ciò che vedo, e come vedo influisce sulla mia vita. Posso vedere la paura, sentirla, percepirla e scegliere diversamente? Certo. Scelta e decisione rappresentano la mia libertà. Fatto è che non sono sola a pensare. I miei pensieri sono efficaci non solo per la mia vita, ma anche per quella delle persone intorno a me, di quelle lontane, del mondo intero. La mente in cui penso non è “nella mia testa”. E’ come un contenitore unico dove il pensiero di ciascuno diventa il pensiero di tutti. In questo modo vengono alimentati i conflitti. In questo modo può essere alimentata la pace. Come vedo il mondo non ha effetto solo nella mia vita.

La possibilità di vedere le situazioni in un altro modo è una realtà che va compresa e imparata. Se voglio cambiare la mia percezione, devo cambiare la fonte alla quale mi rivolgo nel chiedere. Devo aggiungere più consapevolezza, una condizione che va imparata e porre al centro di ogni situazione non più l’ego, i cui risultati conosco già, ma lo spirito.

Questo Gli permette (allo Spirito Santo) di compiere la Sua funzione: fare da ponte tra la verità e l’illusione. Siamo realmente Figli di Dio, ognuno con Suo Padre e Suo Padre con tutti noi. Siamo realmente collegati e uniti, nella mente. Ma sembra non essere così. Sembra che ognuno viva la sua vita, separata dagli altri. Questo è ciò che appare. In realtà i pensieri di ciascuno si espandono verso ognuno presente intorno a noi e lontano da noi. Può spaventare una visione simile. Può terrorizzare essere portatori di un simile potere. E, in questa condizione, è facile chiudere la comunicazione a una visione differente. Lasciare la comunicazione aperta implica la necessità di far intervenire, con fede e fiducia, un Elemento (lo Spirito Santo) che può davvero insegnarmi una visione differente. “Ci deve essere un altro modo” è tutto ciò che devo pensare, e permettere così allo Spirito Santo di entrare e mostrarmi “l’altro modo”.

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